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Piccolo vademecum per la scelta dell'ente

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Quest'anno la CAI ha sospeso alcuni enti, lasciando nella completa incertezza le numerose coppie in carico a questi enti, il tutto è successo senza che nessuno presagisse che potevano essere sospesi enti con un numero così alto di adozioni annuali (unico dato certo dalle statistiche sugli enti che la CAI stessa fornisce).

Altre statistiche ci dicono che solo circa un quarto delle coppie idonee arriva ad adottare e pare che la maggior parte di quelle che rinunciano non arriva a firmare il mandato a nessun ente, facendo scadere l'idoneità.

 

Leggendo i vari forum sull'adozione, ascoltando le esperienze di adozioni riuscite e di numerose coppie adottive in attesa di abbinamento o di coppie che stanno cercando l'ente autorizzato per un'adozione internazionale, spesso il tema dominante sono i torti (veri o presunti) subiti dalle coppie a opera dell'ente scelto o le preoccupazioni per evitarli.

 

È un tema delicato perché:

  • non è certo che il racconto di una coppia sia esattamente corretto in tutti i termini,
  • non si sa quanta parte delle disavventure sia da imputare all'ente e quanta sia da ascrivere alle autorità del paese straniero e quanta alla coppia stessa,
  • per giudicare serenamente si dovrebbero avere sia la documentazione esatta di ciò che è avvenuto, sia la testimonianza di tutte le parti in causa.

È indubbio, però, che:

  • lamentele ripetute sono il segno della presenza di un reale disagio delle coppie e quindi della presenza di problemi veri che non sono l'invenzione di qualche coppia immotivatamente scontenta,
  • le lamentele riguardano quasi sempre gli stessi enti (fortunatamente pochi),
  • può esserci un effetto domino, cioè che dopo la prima lamentela anche altri si accodino per contestare qualcosa a quello stesso ente,
  • qualche falla nel sistema 'enti autorizzati-CAI' esiste e nel principio di sussidiarietà che ne deriva mancano dei sistemi di controllo preventivo e di verifica consuntiva,
  • un altro tassello mancante è uno sportello di servizio analogo a quello per i diritti del malato o alle associazioni di consumatori, ma specifico sul tema delle adozioni internazionali a cui rivolgersi nei casi limite.

Quando ci sono reali comportamenti dolosi o negligenti da parte di un ente autorizzato la coppia si può rivolgere alla CAI (Commissione Adozioni Internazionali) per avere soddisfazione. Ovviamente deve provare i comportamenti scorretti e può chiedere anche di cambiare ente. Ma la coppia è parte in causa oggettivamente debole, generalmente sta attendendo un abbinamento dopo aver prodotto tutta la documentazione e aver atteso per mesi (o anni). Cambiare ente significa ricominciare dal via: incontro informativo, corso preadottivo, firma del mandato e scelta del paese, raccolta dei documenti necessari e attesa (da zero). Cambiare ente è molto oneroso sia in termini monetari sia in termini di tempo ma soprattutto è un brutto colpo a livello emotivo e psicologico.

Quindi?

Quindi è meglio porre molta attenzione nella scelta dell'ente a cui affidarsi nella ricerca di nostro figlio. In questa fase si sentono molti pareri disparati e anche molte opinioni espresse con sicurezza fuorviante, frasi del tipo:

  • meglio un ente piccolo perché non ti tratta come un numero, ma ti supporta, ti sostiene nell'attesa,
  • meglio non sentire troppi enti, meglio partecipare a pochi incontri mirati,
  • un ente che lavora su pochi paesi è meglio perché è concentrato su quello specifico canale,
  • meglio scegliere un ente con una sede vicina a casa, così è più facile avere contatti personali,
  • è inutile consultare le statistiche perché ogni adozione è un caso particolare,

Personalmente mi sento di darvi qualche consiglio molto generale non tanto sulla scelta dell'ente ma sugli strumenti che avete per poter giudicare (alcuni consigli sono delle ovvietà ma ricapitolarli non è inutile):

  • gli enti sono organizzazioni (onlus, ong...) che come primo scopo hanno la loro stessa sopravvivenza, fidatevi di loro quando avrete firmato il mandato, prima diffidate, indagate, chiedete, cercate i difetti, fate domande anche indiscrete,
  • incontrate e contattate quanti più enti possiate, anche al telefono parlando, spiegandovi, cercate di capire come funziona l'organizzazione dell'ente,
  • prima di recarvi agli incontri leggetevi le statistiche relative all'ente (soprattutto quelle annuali o semestrali dei periodi più recenti che sono pubblicate su questo sito),
  • quando andate agli incontri informativi fate domande impertinenti come: quante coppie avete attualmente in carico? Avete avuto dei casi di adozioni fallite? Perché negli ultimi sei mesi in quel paese non sono arrivati bambini? e giudicate non solo ciò che viene risposto ma anche come viene risposto. Se vogliono la vostra fiducia devono conquistarla. Voi avete bisogno dell'ente, ma anche l'ente ha bisogno di voi,
  • meno adozioni all'anno svolge un ente più è delicato il fattore lista d'attesa, è bene capire se fanno poche adozioni per scelta (quindi poche coppie in carico) o per incapacità o per problemi presso i paesi esteri,
  • non innamoratevi perdutamente di un paese e solo di quello. Sareste legati mani e piedi alla situazione storico politica del paese e probabilmente la scelta dell'ente sarebbe vincolata. I bambini del mondo sono tutti belli e non ci sono affinità culturali o simpatie etniche che giustifichino l'attesa di anni per un adozione impraticabile, meglio prepararsi una lista di paesi (attivi) in cui sareste felici di adottare, possibilmente non appartenenti a una sola zona geografica,
  • non mentite a voi stessi cercando pretesti (il viaggio troppo lungo, la permanenza all'estero troppo protratta, le troppe vaccinazioni da fare, l'ambiente sociale che non accetta una razza diversa...). State per adottare vostro figlio, è il passo più importante del momento, qualsiasi altra cosa passa in secondo piano, cancellate le vostre paure e scegliete i paesi pensando solo al figlio che verrà,
  • non innamoratevi perdutamente di un ente per la sua storia o per la simpatia del suo rappresentante, cercate di essere freddi e concreti cercando motivazioni oggettive per la scelta dell'ente che vi traghetterà verso vostro figlio. L'ente è un tramite, un mezzo per arrivare a un figlio, terminato l'iter potreste anche dimenticarvelo,
  • non preoccupatevi se l'ente ha la sede lontana da casa vostra, dovrete frequentalo di rado: per il corso preadottivo, per la firma del mandato e per accettare l'abbinamento, il resto si può fare per e-mail, telefono, fax, posta, ecc. Non spaventatevi per qualche centinaio di chilometri adesso, quando poi ne dovrete percorrere molti di più per trovare vostro figlio.
  • diffidate dei percorsi preadottivi troppo elaborati, uno o due week-end sono sufficienti per spiegarsi e formarsi (anche perché avete già un'idoneità del tribunale),
  • diffidate delle indagini di psicologi dell'ente, avete già l'idoneità, siete già stati indagati dai servizi sociali, c'è già una relazione su di voi, un breve incontro è lecito all'atto della firma del mandato e un incontro più approfondito è giustificabile solo se c'è necessità di una relazione aggiuntiva specifica per un determinato paese, in ogni caso l'ente non dovrebbe rifare un'indagine socio-psicologica della coppia.
  • diffidate degli enti che chiedono la rinuncia all'adozione nazionale sin dalla firma del mandato, non è corretto e non è regolare. È una cosa da chiedere durante gli incontri informativi,
  • se siete sposati solo civilmente e siete all'incontro con un ente di ispirazione religiosa (molto numerosi in Italia) cercate di capire se sono ben disposti o se hanno problemi di relazione con quelli come voi. Per legge non possono fare distinzioni, però...
  • se un ente ha pochi canali, la possibilità che alcuni di questi si blocchino diventa molto importante, chiedete rassicurazioni sulla collaborazione delle istituzioni straniere e analizzate bene la tendenza degli ultimi periodi, informatevi sulla politica in materia sociale di sostegno all'infanzia dei suddetti paesi. In caso di necessità, cambiare il paese mantenendo il mandato allo stesso ente è sicuramente meno oneroso che cambiare l'ente per poter cambiare il paese,
  • maggiore è il numero delle adozioni annuali che vengono portate a termine da un ente, migliore deve essere l'organizzazione interna (segreteria, referenti, traduttori...) cercate di capire se sono in grado di gestire bene un alto numero di pratiche senza incorrere in svarioni ed errori,
  • una componente fondamentale della pratica adottiva viene svolta dai referenti all'estero, che spesso si occupano anche di sostegno a distanza (come da convenzione dell'Aja o accordi bilaterali firmati), cercate di capire chi sono questi referenti, se si occupano delle adozioni dell'ente part-time o a tempo pieno, se sono in esclusiva o se si occupano anche delle adozioni di altri enti (potrebbero essere anche associazioni di altri stati), se esiste un ufficio dell'ente presso i paesi esteri o se si appoggiano ad altre strutture e che tipo di strutture sono (conventi, uffici legali, ong, orfanotrofi privati...),
  • se avete già figli (biologici o adottati) chiedete assicurazioni sulla qualità dei luoghi che si dovranno frequentare nei paesi nei quali l'ente svolge l'attività, dell'opportunità o della necessità di profilassi e vaccinazioni e se queste sono tollerate anche dai bambini. Noi adulti per un figlio possiamo affrontare e sopportare scomodità e rischi che un bambino non è giusto affronti per un fratello, anche se lo desidera ardentemente,
  • se avete già figli e quindi dei vincoli sul decreto, informatevi molto bene sulle reali possibilità di riuscita dell'abbinamento presso i paesi nei quali l'ente svolge l'attività, infatti ci sono paesi che nella propria legislazione o semplicemente nella prassi, vincolano la possibilità di adozione internazionale all'assenza di fratelli, alla provenienza, all'età o al sesso di questi ultimi,
  • ultimamente è molto difficile riuscire a inserirsi nei corsi pre-adozione che precedono il possibile mandato vero e proprio, oppure risulta difficile riuscire a farsi accettare dagli enti perchè hanno tutti liste d'attesa lunghissime, quindi una domanda da fare è sicuramente se l'ente accetta ancora iscrizioni e mandati e quali sono i margini,
  • abbiamo scoperto che molti enti raccolgono troppi mandati in relazione alla media di adozioni che riescono a portare a termine annualmente, risulta quindi lecito chiedere chiarezza su questi aspetti, compresi i tempi medi che possono variare da paese a paese,
  • informatevi su tutti i dati logistici quali: quanto dura la permanenza, quanti viaggi sono necessari, quali sono i costi per ogni paese,
  • ogni ente prima o poi vi chiede di rinunciare alla domanda di adozione nazionale, chiedete a che punto del percorso vi sarà effettivamente chiesto,
  • chiedete o cercate di capire quanto l'ente tiene conto delle preferenze indicate dalla coppia riguardanti età, salute, provenienza del bambino,
  • se ci tenete potete anche chiedere come sarà rateizzato il costo complessivo (acconti, saldo) dal conferimento del mandato alla partenza per i viaggi, alcuni enti hanno anche una tabella di rimborsi parziali se una coppia rinuncia al mandato a seconda dei mesi trascorsi,

e poi?

E poi ci vuole fortuna, abilità, forse un sesto senso, l'importante è che non abbiate nulla da rimproverarvi in futuro, essere convinti di avere scelto senza aver trascurato niente vi darà più sicurezza, più consapevolezza, conoscerete bene l'ente a cui vi siete affidati, saprete in anticipo i pregi e i difetti della vostra scelta e potrete vigilare meglio sul suo operato. Più sarete introdotti nei meccanismi dell'ente meno sarete una coppia anonima, più vi conosceranno, più vi considereranno, meno facili saranno gli errori relativi alla vostra pratica perché non sarà solo un raccoglitore di fogli compilati, ma sarà un oggetto relativo a dei volti noti, a delle persone. Questo vale sia per gli enti piccoli sia per gli enti più grandi che sono comunque costituiti da persone che sono disponibili, amichevoli e premurose nelle necessità.

Tratto da http://adozioni.interfree.it/

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